domenica 30 maggio 2010

IL COMMERCIO, LE PIAZZE, L'IDENTITÀ' CITTADINA

IL DAFNE ARZIGNANO, MAGGIO-GIUGNO 2010

COMMERCIANTI. Pellizzari le spara grosse, Gentilin non si preoccupa del Cis

Nel corso degli ultimi consigli comunali la maggioranza ha rilasciato alcune affermazioni riguardanti il Commercio piuttosto incredibili.
Ha iniziato il consigliere Pellizzari che - preso da un eccesso di autocompiacimento - ha dichiarato che durante le scorse feste natalizie i Commercianti del Centro di Arzignano hanno raddoppiato il loro fatturato. Questo ovviamente grazie alle iniziative organizzate dalla nuova Giunta. Fosse vero ne saremmo tutti contenti, ma ciò dai dati non risulta.
Poi è stata la volta del Sindaco che, ad una domanda sulla pos-sibilità che nella zona CIS di Montebello sorga un nuovo grande Centro Commerciale ha detto - tra l’altro -, “sono ben altre le preoccupazioni sul tappeto, riguardo il futuro del commercio perlomeno di Arzignano”. Eppure, vien da pensare, di Centri Commerciali che fanno morire i piccoli negozi dei Centri storici ce ne sono anche troppi. Ma queste dichiarazioni impongono una ulteriore riflessione. La precedente Amministrazione si è presa in carico la storica decisione di rifare il Centro storico, con tutti gli oneri e gli onori che una simile scelta comporta. Il progetto, che può piacere o meno, ha di certo un merito: quello che era un parcheggio ora è una Piazza attorniata da parcheggi. L’opera mirava a ricreare la voglia di andare in Piazza, di vivere il Paese, di rafforzare il senso di appartenenza e un sano spirito d’identità. Molti, provenienti da fuori città, ce la invidiano. Pochi Comuni mantengono un numero e una qualità così alti di negozi. E non è affatto secondario che la stragrande maggioranza sia gestita da commercianti storici e italiani. Nel passato, inoltre, sono state poste le basi perché oggi potesse aprire una nuova gelateria, fossero ampliati i plateatici etc. Tutto ciò è soprattutto il frutto di un paziente e certosino lavoro fatto negli anni. Sentire ora affermazioni di questo tipo è invece sconfortante. Pensare che i commercianti vivano tempi d’oro e che l’apertura di un super centro commerciale sia irrilevante è desolante.
Una Città vive se vive il suo Centro ed esso vive solo se lì ci sono le attività commerciali. Le due cose sono imprescindibili. E identità, parola che si sente tanto usare ultimamente, è anche mantenere vivo un Paese, grazie alla gente che lo abita. Le piazze del Centro e le altre nelle frazioni, ristrutturate o create negli ultimi anni, sono il principale presupposto per creare e sviluppare quest’identità.
Antonio De Sanctis

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